Mutui 100% Valore dell’Immobile

Uno dei settori che senza ombra di dubbio sta soffrendo in maniera più marcata gli effetti deleteri della forte crisi economica che ha investito l’Italia nell’ultimo anno e mezzo è senza dubbio quello immobiliare e di riflesso, quindi, quello delle costruzioni edili. La crisi, infatti, ha portato con sé, tra le altre cose, anche una mancanza senza precedenti di liquidità che in parte è ascrivibile alla scarsa propensione da parte della Banche nella concessione di prodotti finanziari finalizzati alla concessione del credito per qualsiasi scopo possibile ed immaginabile, ed in parte per una oggettiva difficoltà da parte della gente che si trova a fare i conti una situazione in cui tantissime aziende sono costrette a tagli di personale o nel peggiore dei casi a chiudere i battenti.

Se a questo poi si aggiunge la forte influenza negativa che si è avuta sul settore immobiliare da parte dell’imposta municipale unica (IMU), inserita nel mese di dicembre 2011 da Governo presieduto dal professore Mario Monti nel tentativo di arginare il continuo aumento del debito pubblico, ecco che il quadro non poteva che non essere quello attuale.

Per quanto concerne il mercato dei prodotti finanziari la maggiore flessione è stata avvertita dai mutui che ovviamente essendo finalizzarti quasi sempre per l’acquisto della casa, ha subito di riflesso questa problematica. La cosa che più di tutte mette in allarme e che non solo le Banche sempre più frequentemente bocciano le richieste di credito ma sono anche gli stessi cittadini che ormai consci delle difficoltà nell’ottenere il mutuo, reputano inutile inoltrare la domanda.

Un altro aspetto che offre un certo contributo a ciò è che solitamente il mutuo prevede un importo massimo erogabile pari all’80% del valore reale dell’immobile per il quale è richiesto. Insomma, questo aspetto fissato dalla Banca d’Italia, prevede che il mutuatario abbia a disposizione una somma di denaro di per un importo pari al 20% del valore della casa che si vuole acquistare. Tanto per intenderci, se una casa costa 200 mila euro, il possibile acquirente deve avere da parte almeno 40 mila euro per poter pensare di acquistarla. Questo con l’attuale situazione che vede un’inflazione in continuo aumento mentre invece i redditi sono rimasti praticamente inalterati nel corso degli ultimi anni, è riscontrabile in pochissimi casi in quanto le persone sono costrette ad attingere dai risparmi per far fronte alle spese quotidiane oppure a delle scadenza come quella dell’IMU. Nel tentativo di superare questo particolare ostacolo che scoraggia di fatto tante persone dal richiedere il mutuo, diversi istituti di credito hanno istituito ed immesso sul mercato dei prodotti finanziarie che di fatto vengono incontro a queste esigenze.

Stiamo parlando dei mutui 100% che evidentemente vengono chiamati così in quanto prevedono che l’importo massimo erogabile per l’acquisto di una casa arrivi fino al 100% del valore dell’immobile stesso. Ovviamente, siccome l’importo erogabile è di maggiore entità la Banca richiede garanzie più elevate rispetto a quelle di un classico mutuo. Oltre al dover essere in possesso di un reddito proveniente da un contratto di lavoro a tempo indeterminato di una determinata entità e di imporre l’ipoteca sull’immobile stesso, la Banca chiede che si sottoscritta anche una polizza fideiussoria che copre in pratica il rischio per la parte di importo erogato eccedente l’80% classico del valore della casa.

Oltre a questo, è senza dubbio più semplice riuscire ad accedere ad un mutuo 100% nel caso in cui nel nucleo familiare vi siano presenti due redditi e il richiedente ricopre alcune cariche importanti all’interno delle aziende per le quali lavora come ad esempio un manager, un direttore generale, un amministratore delegato e quant’altro.

I mutui 100% presentano però dei costi più elevati rispetto a quelli classici proprio per la presenza della stipula della polizza fideiussoria. Un costo aggiuntivo che nella stragrande maggioranza dei casi va da un minimo dello 0,20% in più fino ad un massimo pari allo 0,50% in termini di tasso di interesse. Altro aspetto che naturalmente varia è quello relativo alla durata del piano di ammortamento che si allunga fino a raggiungere i 30 anni anche se va sottolineato come comunque non può superare il vincolo imposto sull’età anagrafica del richiedente alla data fissata per il termine del rimborso. Per quanto riguarda i tassi di interessi, sono opzionabili gli stessi messi a disposizione per gli altri tipi di mutuo: fissi, variabili, variabili con cap e misti. Dunque, in conclusione i mutui cento per cento del valore dell’immobile forniscono un servizio senza dubbio molto utile ma che comporta, come giusto che sia, costi leggermente più elevati.

Mutui Casa

Quando si intende procedere all’ acquisto, alla ristrutturazione o alla costruzione di un immobile è possibile chiedere un finanziamento a finanziarie e banche, questo finanziamento, richiesto esclusivamente per gli immobili, prende il nome di mutui per la casa.

Sia i mutui che i finanziamenti prevedono in piano di ammortamento, ossia un piano di rimborso del capitale diviso in rate. La cadenza delle rate viene stabilita in accordo con il contraente al momento in cui si stipula il contratto. La rata comprende sia una quota del capitale che una quota di interessi (calcolati secondo quando indicato nel piano di ammortamento).

Generalmente la durata di un mutuo varia da un minimo di 5 ad un massimo di 30 anni e l’importo finanziario può ricoprire anche il 100% del valore della spesa per l’immobile.

Nel momento in cui si contrae un mutuo sarà necessario tenere d’occhio i seguenti parametri:

1) TASSO DI INTERESSE che può essere:

  • FISSO: cioè le rate del mutuo hanno lo stesso ammontare per tutta la durata del finanziamento.
  • VARIABILE: ossia le rate del mutuo variano in corrispondenza delle variazioni dei tassi su mercati finanziari.
  • MISTO: Quando è previsto l’uso sia del tasso fisso che di quelo variabile.
  • BILANCIATO: Quando il rimborso del finanziamento è composto da una parte di tasso fisso e una variabile.
  • CAPPED RATE: Un mutuo a tasso variabile che però contempla una soglia massima sopra la quale non si può salire.

2) IPOTECA: cioè la garanzia che viene offerta da chi contrae il mutuo o il finanziamento.

Soltanto i beni immobili possono essere ipotecati

Mutui agevolati per l’acquisto della prima casa

L’acquisto della prima casa è sempre un momento importante, spesso irto di difficoltà, sia normative che economiche, che però possono essere notevolmente semplificate grazie alla formula del mutuo agevolato.

Se si intende contrarre un mutuo per l’acquisto della prima cosa si potrà richiedere la modalità agevolata, cioè modalità in cui il mutuario potrà godere di agevolazioni da parte degli enti pubblici. Grazie a questa modalità il contraente potrà godere di contributi per il parziale rimborso del mutuo o per ottenere delle condizioni agevolate.

Per poter usufruire del mutuo agevolato bisogna possedere dei requisiti:

  • L’immobile che si intende acquistare deve essere situato nel comune dell’acquirente.
  • L’acquirente non deve essere già proprietario di una abitazione nel territorio di pertinenza in cui si trova il comune.
  • Il contraente non deve essere titolare, su tutto il territorio nazionale, di una abitazione acquistata usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.

Le agevolazioni di cui si potrà beneficiare con questa tipologia di prestiti sono le seguenti:

  • CONTO CAPITALE: l’ente istituzionale paga una parte del capitale
  • CONTO INTERESSI: L’ente finanziatore paga una parte degli interessi.

I mutui agevolati sono concessi a tutti i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, lavoratori autonomi e altre categorie sociali.

Contraendo un mutuo con tasso agevolato si potrà godere dei seguenti vantaggi:

  • Tassi di interesse più bassi del normale
  • Finanziamenti anche oltre il normale 80% del valore dell’immobile
  • Agevolazioni sulle imposte
  • Spese di istruttoria ridotte al minimo.

La differenza tra i mutui classici e quelli agevolati sta infatti proprio nelle imposte da versare allo stato (2% per i mutui classici, 0,25% per i mutui agevolati).


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